lunedì 22 agosto 2016

Qualche chiarimento sulla "cipriana" / A few more notes about the "cipriana"

Sono passati ormai 3 anni da quando ho indossato per la prima volta il vestito rosa che ritenevo fosse una "cipriana". Da allora ho avuto modo di raccogliere nuovi elementi su questo abito e credo sia giusto rettificare e aggiornare quanto scritto allora. 
It's been 3 years since I wore for the first time the pink dress that I thought was a "cipriana". Since then, I had the chance to collect more information about this dress and I think it's time to correct and upgrade what I wrote then. (English below). 

Nel mio vecchio post mi ero affidata a quanto scritto dalla Pisetzky (Enciclopedia della moda: Storia del costume in Italia, vol. II, 1964, p.  97) a proposito delle "cipriane":
1." Di particolare modello sono le vesti cipriane. A Napoli nel 1351 sono comprese nella robba quasi che la veste cipriana prenda qui il posto della guarnacca [...]. Queste vesti si allacciano davanti, dalla gola fino ai piedi, con una lunga fila di bottoni di argento dorato o di perle, ma scandalizzano i moralisti con le scollature tanto grandi che hostendunt mamillas, et videtur, quod dicte mamillae velint exire de sino earum. [mostrano il seno, e sembra che il suddetto seno voglia uscire dal vestito, traduzione mia] Vesti disoneste, come osserva il De Mussis che così le descrive, e si dimostra disposto a perdonare altre bizzarrie della moda che non ledono l'onestà, ma non questa perché l'abito è bello se non mostra i seni e la scollatura è così decentemente stretta, che ad minus mamillae ab aliquibus non possent videri  [che almeno il seno non possa essere visto da altri]. Nitidissime immagini di cipriane ampiamente scollate (se pur non fino a questo punto) e ricche abbottonature, appaiono nella figurazione della famiglia del conte Porro nell'Oratorio di Lentate."
(le citazioni della fonte sono da: J. De Mussis, Chronicon Placentinorum in L.A. Muratori, Antiquitates Italicae, t. II, Diss. XXIII, col. 319 B.) 
Oltre alla fonte napoletana dunque è De Mussis l'unico a darci informazioni su questo particolare abito, nella descrizione dei costumi dei cittadini piacentini del 1388. 
All'epoca, avevo desunto dalla Pisetzky che gli elementi caratteristici fossero:
- i bottoni dalla scollatura all'orlo
- l'ampia scollatura
e avevo individuato in base a questi due criteri sia delle vesti che delle sopravvesti.
In realtà, leggendo il passo di De Mussis per intero, lo scenario si rivela diverso. Dopo aver descritto dei ricchi soprabiti, dice:
2. Tamen talia indumenta sunt honesta, quia cum dictis indumentis non ostendunt mamillas. Sed habent alia indumenta inhonesta, quae vocantur Ciprianae, quae sunt largissime versus pedes, et a medio supra sunt strictae cum manicis longis et largis sicut alia predicta indumenta, et similis valoris, et super quibus ponunt similia jocalia et similis valoris. Et sunt impomellatae de antea a gula usque in terram pomellis argenti deaurati vel perlis. Quae Ciprianae habent gulam tam magnam quod ostendunt mammillas, et videtur, quod dictae mammillae velint exire de sinu earum. Qui habitus esset pulcher, si non ostenderent mammillas, et gulae essent sic decenter strictae, quod ad minus mammillae ab aliquibus non possent videri
2. "Tuttavia questi indumenti sono onesti, poiché con i detti indumenti [le donne] non mostrano il seno. Ma hanno altri indumenti disonesti, che sono chiamati Cipriane, che sono larghissime verso i piedi, e nella parte superiore sono strette, con maniche lunghe e larghe come gli altri predetti indumenti, e di simile valore, sopra le quali pongono simili gioielli e preziosi. E sono abbottonate davanti dalla gola fino in terra con bottoni d'argento dorato o perle. E queste Cipriane hanno la scollatura tanto grande che mostrano il seno, e sembra che il suddetto seno voglia uscire dal vestito. E questo abito sarebbe bello, se non mostrasse il seno, e se la scollatura fosse così decentemente stretta, in modo che almeno il seno non potesse essere visto dagli altri." (traduzione mia)
Nel testo dunque è specificato anche che le cipriane sono molto ampie nella parte inferiore, ma aderenti sul busto, mentre il nuovo elemento fondamentale che si può desumere dal testo originale sono dunque le maniche lunghe e larghe "come gli altri predetti indumenti", descritti poco prima in questi termini:
 3. Quae indumenta fiunt cum manicis largis per totum tam de subtus quam de supra ita longe, quod dictae manicae cooperiunt mediam manum et aliquae pendent usque in terram apertae esteriori tantum, acutae de subtus ad modum scuti Catellani longi, qui scutus est largus desuper, et strictus et acutus de subtus. 
3."E questi indumenti sono con maniche larghe da ogni lato, sia di sotto che di sopra, così lunghe che dette maniche coprono metà della mano e alcune pendono fino a terra, un po' aperte esteriormente, acute nella parte inferiore come lo scudo catalano, scudo che è largo sopra e stretto e acuto sotto". (traduzione mia) 

Grazie al particolare sulle maniche lunghe e larghe, risulta dunque evidente che le cipriane devono essere innanzitutto delle sopravvesti e non delle vesti (non si spiegherebbero, nel caso di una veste, le maniche ampie che lascerebbero vedere la biancheria intima). A questo punto, è chiaro anche che le donne della famiglia Porro ritratte a Lentate non indossano una cipriana, in quanto le loro maniche sono piuttosto dei "manicotti", sottili strisce di stoffa pendenti.
Basandoci sulle sue parole, dunque, ritengo che, tra quelle che avevo postato nel vecchio articolo, solamente quelle dei Tacuina Sanitatis siano immagini esemplificative del tipo di abito che intendeva descrivere De Mussis, e che il mio abito rosa non possa pertanto definirsi "cipriana". 


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1365, Oratorio di Lentate sul Seveso (MI): Gli affreschi dell'Oratorio di Lentate sul Seveso, che raffigurano la famiglia Porro che ne è committente. Esempi di cipriane secondo la Pisetzky, stando a quanto dice De Mussis NON sarebbero invece cipriane, in quanto prive di maniche larghe.
1365. Oratorio di Lentate sul Seveso (MI): the frescoes from the Oratorio in Lentate sul Seveso portray the Porro family, who payed for the frescoes. They are samples of cipriane according to Pisetzky, but, according to De Mussis' description, they are NOT cipriane, as they don't have wide sleeves.
 
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It's been 3 years since I wore for the first time the pink dress that I thought was a "cipriana". Since then, I had the chance to collect more information about this dress and I think it's time to correct and upgrade what I wrote then.
In my old post I trusted what was written by R. L. (Enciclopedia della moda: Storia del costume in Italia, vol. II, 1964, p.  97) about "cipriane":
1. "A peculiar kind of garment are the cipriane. In Naples, in 1351, they are included in the robba [robe], and it seems like the cipriana takes the place of the guarnacca [common name for the overdress]. [...] These dresses are closed in the front with a long row of buttons made of gilded silver or pearls, but scandalize the moralists with such big necklines that hostendunt mamillas, et videtur, quod dicte mamillae velint exire de sino earum [show off the breast and it seems like said breast wants to exit from the dress]. Inhonest garments, as De Mussis says when describing them. He looks willing to forgive other fashion oddities that are not against honesty, but not this one, because the dress is beautiful if it doesn't show the breast and the neckline is decent and moderate enough that ad minus mamillae ab aliquibus non possent videri [at least breast can't be seen by other people]. Clear samples of Cipriane with wide necklines (even if not so extremely wide) appear in the fresco with the Family Porro in the Oratory of Lentate (MI).
(the quotations from De Mussis are from: J. De Mussis, Chronicon Placentinorum in L.A. Muratori, Antiquitates Italicae, t. II, Diss. XXIII, col. 319 B.)
In addition to the source from Naples, the only one talking about Cipriane is De Mussis, an historian from Piacenza who describes the costume of his fellow citizens in 1388.
When I wrote the article, I understood from Pisetzky that the typical features of the dress were:
- buttons from the neckline to the hem
- a wide neckline
and, using this parameter, I thought that a "cipriana" could be both a dress and an overdress.
Actually, reading the description by De Mussis in its entirety, the scenario is different. After the description of very rich ovedresses, he says:
2. However, these garments are honest, because with these garments [women] don't show off their breast. But they also have inhonest garments,that are called Cipriane, that are wide towards the feet and tight fitting in the upper part, with long and wide sleeves like the aforementioned garments, of similar value, with similar jewels and precious decorations. And they are buttoned in the front from the neckline to the hem. And these Cipriane have such a big neckline that they show off the breast and it looks like the breast wants to come out from the dress. And this dress would be beautiful, if it didn't show off the breast, and if the neckline was moderate enough so that the breast wouldn't be visible to other people. (my translation, see Latin above)
We can see that Cipriane were wide in the skirt and tight fitting in the bust, but there is another important element: the long and wide sleeves "like the aforementioned garments", described in the previous lines:
3. And these garments are with wide sleeves from every side, both in the upper part and the lower part, and so long that they cover half of the hand and some of them hang to the ground, narrow in the lower part like the Catlana shield, a shield that is wide in the upper part and narrow in the lower part. (my translation, see Latin above)
Considering the information provided about the long and wide sleeves, it is therefore clear that Cipriane must be overdresses and not dresses (a dress with wide sleeves would make the undergarments visible). Furthermore, the women of the Family Porro mentioned my Pisetzky are not wearing cipriane, because their sleeves are not wide but most likely tippets, thin stripes of fabric hanging to the ground.
Focusing on De Mussis' description, I think that, among the picture from the old post only the sources from Tacuina Sanitatis could be connected to the kind of garment that De Mussis wanted to describe, but they probably had even wider sleeves., Finally, my pink dress could not be called "cipriana". 


 
Tacuinum Sanitatis 1390-1400, Nouvelle acquisition latine 1673, fol. 3v: Raccolta delle pesche
Nouvelle acquisition latine 1673, fol. 9, Raccolta di ciliegie dolci
sotto.
Fig. 6, 7: Tacuinum Sanitatis 1390-1400, Nouvelle acquisition latine 1673, fol. 3v: Harvest of peaches
Nouvelle acquisition latine 1673, fol. 9, Harvest of sweet cherries

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