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lunedì 14 luglio 2014

Il Tabarro di Todeschino / Todeschino's Tabard

L'ultimo vestito a cui io e Francesco abbiamo lavorato è un "tabarro" da indossare sopra l'armatura quando veste i panni di Alidosio Alidosi detto Todeschino, fratello degli Alidosi che furono signori di Imola nel XIV secolo. 
I nostri modelli di riferimento sono principalmente gli affreschi della Rocca di Albornoz di Spoleto, datati tra l'ultimo decennio del XIV secolo e i primi del XV. Questo tipo di indumento sembra comunque diffondersi in Europa, ad esempio in Francia, a partire dagli anni '70, ma altri modelli simili possono essere individuati anche in alcune fonti italiane, come nella cappella San Giacomo di Padova di Altichiero da Zevio (1376-77).
 
  
Spoleto, Rocca di Albornoz, "Camera Pinta"
1390-1410














































Altichiero da Zevio, Oratorio S. Giorgio,
Padova (1376-77).

The latest dress me and Francesco have been working  on is a tabard to wear over the armour when he represents Alidosio Alidosi known as Todeschino, brother of the lords of Imola. Our main models are the frescoes from the Rocca of Albornoz in Spoleto (1390-1420). This kind of garment seems quite common in Europe, for example in France, since 1370's: similar garments can be found also amongst italian sources, i.e. the Cappella S. Giacomo in Padova (1376-77), by Altichiero da Zevio.

Il vestito è realizzato in lana rossa con tessitura a tela, piuttosto leggera ma compatta, ed è basato sul modello Norlund 1a dei ritrovamenti della Groenlandia: ha infatti due pannelli per ogni lato ed è privo del gherone centrale. L'ampiezza all'orlo è di 2.10 m, le maniche hanno un'apertura di 80 cm. 
La decorazione che abbiamo scelto è a foglia di quercia, frequente nell'arte italiana, sia nei Tacuina Sanitatis, sugli abiti civili, sia in ambito militare, come mostra un affresco di Spoleto o ancora Altichiero (oratorio S. Giorgio) in quella che è probabilmente una corazzina ricoperta di stoffa. La nostra foglia di quercia è lunga 6 cm e larga 3 e riproduce le dimensioni di un reperto emerso dagli scavi di Londra (p. 194, Textiles and Clothing 1150-1450), coincidendo inoltre con le risorse iconografiche. É eseguita a taglio vivo sulla stoffa, senza rifiniture, come questo ed altri ritrovamenti dimostrano. 


Altichiero da Zevio, Cappella S. Giacomo,
Padova (1376-77): in questo modello di 
"tabarro" si può vedere un taglio sotto
la manica per far uscire il braccio. / In
this tabard there's a cut under the arm, a
different way to wear it.
The tabard is made with red tabby woven light wool according to Norlund Type 1a: it has 2 side panels for each side and has no central gore. It's 2.10 m wide at the hem and the sleeves are 80 cm. We decided to decorate it with oak-leaf dagges, which is well documented in Italian sources, both in civil costume (Tacuina Sanitatis) and militar garments, as could be seen in the frescoes of Spoleto and in Altichiero (Oratorio S. Giorgio): the latter is probably a pleated armour covered with fabric. Our oak-leaf is 6 cm long and 3 cm wide: it reproduces the size of a finding from London and matches the visual sources. It's directly cut into the fabric, without further finishing, according to the findings.


L'affrappatura del tabarro e la decorazione a foglia di quercia dei reperti di Londra. /
The tabard's dagging and the oak-leaf dagge from London findings.

Come potete vedere dalle immagini e dalla foto del vestito, quello che abbiamo realizzato non è la riproduzione di una sola immagine, ma una rielaborazione del modello del "tabarro" sulla base di diverse fonti.
As you can see from the sources and the picture of the tabard, we didn't make a reproduction of a specific source, but we tried to make a "new" model of tabard combining different similar sources and findings in order to make a coherent garment (or, at least, we hope so!). 


Todeschino Alidosi con il nuovo tabarro: visitate il nostro sito Civitas Alidosiana per ulteriori informazioni. /
Todeschino Alidosi in his new tabard. Check out our website Civitas Alidosiana for more information.

martedì 17 settembre 2013

Pins&Love: molti spilli, molto amore

Finalmente è giunto il momento di prendersi un momento di pausa dalle rievocazioni... come ogni anno, in questa stagione arriva il momento di riprendere il controllo della mia vita e dedicarmi nuovamente ai miei impegni più normali (come l'università...) pur mantenendo degli spiragli di Medioevo nelle mie giornate, quanto basta per non sentirne troppo la mancanza.


Nell'ultimo week end di rievocazione ho colto l'occasione per fare due portaspilli, uno per incoraggiare un amico che sta imparando a cucire, un altro per me, dove tenere al sicuro sia gli spilli "normali" che uso per il cucito sia quelli storici che uso per il velo: sono tutti acquisti recenti, infatti i due più piccoli con la capocchia a diamantino, copie in lega di rame dei reperti di Londra, li ho comprati dal Merchatante Ladro, mentre i due placcati in argento e i quattro di bronzo con il filo arrotolato, anch'essi basati su degli originali, sono realizzati da Annie e vengono direttamente da Wisby. Sono felice di avere finalmente un po' di assortimento di spilli, e sono veramente soddisfatta di quelli argentati, sono così sottili e lisci che posso usarli con il velo di seta senza rovinarlo troppo.

L'ispirazione per il portaspilli è arrivata dalla Svezia, infatti tra le rievocatrici ne ho visti diversi fatti in questo modo: è stato ricavato da un ritaglio di lana spessa all'interno della quale è stato cucito del lino azzurro, i cordini sono di lana, fatti con 2 fili.




At last, it's time to take a break from re-enacting... like every year, in this season it's time to take back my life and start to work again to my normal activities (like university...), but I still keep some medieval moments in my days, just not to miss it too much.


During the last event, I made two little pin-cases, one to encourage a friend of mine who is learning how to sew and anothe one to keep my beloved pins safe, bot the "normal", modern ones I use for sewing and the period ones I use to fasten my veil. I bought all of them this year: the diamond-head ones (in copper alloy) are from the Merchatante Ladro, while the two silver-plated ones and the four with a twisted edge (in bronze) are by Annie and come directly from Wisby. I'm really happy with the silver pins, they are so thin and smooth I can wear them with my silk veil without ruining it too much.


The ispiration for the pin-case came from Sweden as well, because I saw many of them amongs the re-enactors. 
This pin-case is made with thick wool and light blue linen, the cords are in wool, with 2 strings. 

lunedì 25 marzo 2013

Armi&Bagagli

Armi&Bagagli: dopo mesi di attesa, ho potuto girovagare per una giornata intera tra gli espositori, eppure il tempo non è sembrato sufficiente ad apprezzare appieno tutte le bancarelle presenti... Nonostante la voglia non del tutto sopita di potermi perdere per un'altra ora o due nella fiera e qualche pentimento (soprattutto per quello che non ho comprato), ecco i miei acquisti:



- cappello a punta da viaggio, è bordeaux anche se nella foto sembra marrone. Vorrei pubblicare a breve qualche informazione in più su questo tipo di cappello indossato dalle donne...
- scarpe della seconda metà del Trecento, fatte da Graziano Dal Barco: mi perdonerete se mi ci soffermo con un'altra foto, ma le aspetto da novembre e ne sono davvero innamorata!


- nuove tavolette per la tessitura, in legno di betulla naturale
- filo di lino bianco
- un ago di ottone
- 3 rocchetti di legno (anche se sul modello però ho qualche perplessità)
- un centinaio di bottoni: se siete curiosi di sapere cosa me ne farò, ripassate tra un paio di mesi e lo scoprirete! 


Se volete sapere dove sono andati a finire i bottoni, cliccate qui ...